on Remote Working

Martedì 7 Febbraio alle ore 17.00 al Santa Chiara Lab interverrò alla presentazione del libro #softrevolution di Filomena Tucci. Leggendo il suo libro, ed in particolare il capitolo sulla resilienza, sono riemersi alcuni pensieri che da tempo evolvono nella mia mente. Grazie a questa opportunità provo a riorganizzare quello che ritengo tra i più importanti per Siena: il “remote working”.

Comincio con il raccontarvi di uno dei miei studenti più bravi, laureatosi in Ingegneria nel 2002 con Lode. Si trasferisce per lavoro a San Francisco dove percepisce uno stipendio molto alto. Purtroppo però sostiene spese così elevate per vivere in una grande area metropolitana come San Francisco che rendono la sua retribuzione paragonabile a quello di un ingegnere del software che risiede in una città di provincia come Siena.

Il vero vantaggio di trasferirsi è che in queste città si trova lavoro. Questo è quello che succede oggi. Non possiamo cambiare questa tendenza ma possiamo fare una scommessa su quali potrebbero essere i nuovi modelli organizzativi del lavoro nei prossimi dieci anni.

Io non credo che sia sostenibile sul lungo termine un modello di sviluppo che veda trasferire quasi tutta la forza lavoro, altamente qualificata, verso quelle pochissime aree del pianeta ad alta concentrazione di aziende innovative, come la Silicon Valley in USA, Londra in Europa o Milano in Italia.

Il costo di questa emigrazione per ragioni di lavoro non ricade solo sul singolo individuo, ma sulla famiglia e l’intera società. Un mio collega di studi, ora manager di una multinazionale, cena con l’iPad sul tavolo perché vive in Inghilterra e usa Skype per mantenere relazioni con la famiglia, rimasta in Italia.

Siamo cioè arrivati al paradosso per cui si usa la rete per le relazioni sociali, che sono l’essenza della vita, e il posto dove viviamo per lavorare. Per costruire una società migliore dobbiamo rovesciare questo paradigma. Dobbiamo cioè impegnarci ad usare il “network” per lavorare (non a caso si chiama network!) e il posto dove vogliamo vivere, per vivere. Stiamo parlando cioè di “remote working”: nuove forme di organizzazione del lavoro che intendono utilizzare il network per lavorare (work) in rete (net) da remoto. _DP

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